I segreti dell’alleato anti-zanzare più famoso del mondo

Le calde serate estive all’aperto sono spesso accompagnate dal “profumo” di uno zampirone che brucia lentamente sotto il tavolino.

La verde spirale è frutto dell’ingegno e marketing di un veneziano, Giovanni Battista Zampironi.

Nel 1862, Zampironi aprì a Mestre il suo “Premiato Laboratorio”: l’invenzione originale erano piccoli coni di una miscela di polvere di piretro (un insetticida ricavato dai fiori della famiglia dei crisantemi), nitrato di potassio e radice di altea (una pianta della famiglia delle Malve).

Inizialmente il prodotto venne battezzato “Piroconofobo” (dal greco, letteralmente “il cono di fuoco che fa paura alle zanzare”) o “Fidibus insettifugo”.

All’epoca Zampironi non era l’unico a produrre coni fumiganti: farmacisti di tutta Italia creavano rimedi simili e si facevano causa a vicenda per accuse di plagio. La vera svolta di Zampironi non fu quindi solo chimica, ma commerciale:

  1. Il Brand. Stampò una grande “Z” su ogni singolo conetto e mise il proprio cognome in evidenza su tutte le confezioni.
  2. Volgarizzazione del marchio. Il nome “Zampironi” era così orecchiabile e associato all’efficacia che i clienti iniziarono a chiedere semplicemente “lo Zampirone”. Il cognome veneziano era diventato il nome comune dell’oggetto (analogamente al caso della penna Biro).

Com’è nata la forma a spirale?

Giappone, fine Ottocento. L’imprenditore Eiichiro Ueyama vendeva analoghi bastoncini di piretro, ma si accorse che bruciavano troppo in fretta (in circa un’ora).

Fu sua moglie, Yuki, ad avere l’idea geniale: arrotolare il bastoncino su se stesso a forma di spirale. In questo modo, a parità di spazio, la lunghezza del prodotto aumentava drasticamente, garantendo una combustione lenta e una protezione continua per oltre 6-7 ore. Questa forma geometrica perfetta arrivò in Italia solo nel secondo dopoguerra, fondendosi definitivamente con il nome storico di “zampirone”.

Come funziona lo zampirone? 

  • Stordisce, non elimina: il fumo dello zampirone tradizionale non ha l’obiettivo di “sterminare” le zanzare, bensì di stordirle e allontanarle grazie al potere repellente delle sostanze attive (oggi principalmente piretroidi di sintesi).
  • L’effetto barriera: Funziona creando una vera e propria cortina fumogena protettiva. Per questo motivo la sua efficacia è massima in assenza di vento forte, che disperderebbe il principio attivo.

Lo zampirone resta un pezzo di storia della cultura italiana e un ottimo presidio per difendere il perimetro del nostro tavolo durante una cena estiva. Tuttavia, se la tua casa è letteralmente invasa dalle zanzare (comprese le aggressive zanzare tigre), le spirali da sole possono fare ben poco.

Per una protezione totale, è necessario agire alla radice eliminando i ristagni d’acqua nei sottovasi e pianificando interventi mirati di disinfestazione larvicida e adulticida.

Per approfondire la storia dello zampirone vi rimando all’articolo in Metropolitano.it

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