Uno studio con l’AI qualche idea ce la dà.
Ricercatori americani hanno utilizzato telecamere a infrarossi e modelli matematici per capire come la zanzara Aedes aegypti (responsabile della febbre gialla e di Zika) decide di attaccarci.
Ad oggi sappiamo che le zanzare sono attratte dall’anidride carbonica e dal calore, ma queste informazioni come sono tradotte in movimento? Lo studio ha dimostrato che le zanzare non seguono una linea retta verso la meta, ma correggono la loro rotta in base a stimoli visivi e chimici.
- Effetto “Combo” (CO2 + Vista): La CO2 “sveglia” la zanzara e la mette in modalità ricerca. Il contrasto visivo (oggetti scuri o in movimento) è quindi l’interruttore per l’attacco finale.
- Indipendenza di volo: Le infestazioni massive sono il risultato di molti individui che rispondono agli stessi stimoli ottimali, non di un comportamento di sciame coordinato.
- Il ruolo del calore (Radiazione Infrarossa): A medio raggio, le zanzare utilizzano i sensori sulle antenne per rilevare il calore corporeo.
I modelli matematici sviluppati permettono di:
- Progettare trappole intelligenti: Invece di emettere CO2 in modo costante, le trappole del futuro potrebbero simulare la dinamica del respiro umano e il movimento visivo per risultare irresistibili.
- Ottimizzare il monitoraggio: Capire la velocità e la traiettoria di volo permette di posizionare le trappole in modo strategico, massimizzando il raggio d’azione.
- Prevedere la diffusione delle malattie: Modelli di volo più precisi significano previsioni migliori su come le malattie trasmesse da vettori si spostano in un ambiente urbano o rurale.
La lotta alle zanzare sta diventando una questione di “Big Data”. Sapere che una zanzara non vola a caso, ma segue un algoritmo biologico preciso, ci dà un po’di vantaggio tattico per batterle sul tempo.
Fonte: “Predicting mosquito flight behavior using Bayesian dynamical systems learning”, Science Advances (2026). DOI: 10.1126/sciadv.adz7063 link
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