Svegliarsi con il ticchettio di zampette alle 6 del mattino e trovarsi il balcone appena pulito ricoperto di guano ti manda fuori di nervi. La tentazione di risolvere il problema in modo drastico è forte, ma prima di trasformarti in un “cacciatore urbano”, meglio fermarsi.
Oltre a questioni etiche, ci sono ragioni legali e scientifiche molto serie per cui non si possono uccidere i piccioni.
1. La legge parla (abbastanza) chiaro: il piccione è “intoccabile”
In Italia, il piccione di città (Columba livia) rientra tra la fauna selvatica protetta. Secondo la Legge 157/1992, i piccioni appartengono al patrimonio indisponibile dello Stato. Questa informazione la trovate un po’ovunque sul web.
Sono andato quindi a cercare in quale articolo fosse citato il termine “piccione” (o la specie) e mi sono accorto che… non compare esplicitamente. La legge cita il Colombaccio (Columba palumbus), come unico esponente della famiglia dei Columbidi tra le specie… cacciabili! (Art. 18)
Il Piccione Selvatico (Columba livia): Pur non essendo nominato, rientra nella tutela generale dell’Articolo 2, che protegge “tutti gli uccelli dei quali esistono popolazioni viventi in stato di naturale libertà”. Non essendo in elenco tra i cacciabili (Art. 18), è considerato specie protetta.
Al contrario si specifica che non sono protette talpe, ratti, topi, nutrie (!) e arvicole.
In sintesi, il piccione “esiste” nella legge come fauna selvatica tutelata (Art. 1 e 2), ma anche come oggetto di possibili interventi di contenimento (Art. 19).
Cosa significa concretamente?
- Reato penale: Ucciderli o maltrattarli viola gli articoli 544-bis e 544-ter del Codice Penale.
- Multe salate: Si rischiano sanzioni che partono dai 5.000 € fino ad arrivare alla reclusione in casi gravi.
- Nessun veleno: L’uso di esche avvelenate è vietatissimo, poiché mette a rischio anche animali e bambini, configurando pericoli per la salute pubblica.
2. Il paradosso del “vuoto biologico”
Uccidere i piccioni potrebbe inoltre essere inutile nel lungo periodo.
Se in un’area sono presenti cibo e rifugio, la popolazione rimasta aumenterà il proprio tasso di riproduzione per colmare il vuoto lasciato. In breve: elimini dieci piccioni oggi, e tra due mesi ne avrai venti. È una battaglia persa in partenza se non si agisce sulle cause che li attirano (scarti alimentari, sottotetti aperti, nicchie riparate).
3. Un rischio sanitario controproducente
I piccioni sono portatori di diverse patologie, come la Salmonellosi o la Criptococcosi (infezione fungina). Tentare di eliminarli senza le giuste precauzioni può sollevare polveri infette dai nidi o dai resti degli uccelli. La rimozione deve essere sempre fatta con metodi di bonifica professionale per evitare di diffondere agenti patogeni nell’aria che respiri in casa.
Cosa puoi fare (legalmente) per allontanarli?
Se non puoi usare le maniere forti, devi usare l’astuzia. Ecco i metodi legali e incruenti per “sfrattare” gli inquilini indesiderati:
- Dissuasori: Spilli, impianti elettrificati, fili ballerini, ecc. che impediscono l’appoggio.
- Reti e barriere: Fondamentali per chiudere nicchie, buchi o zone del sottotetto.
- Pulizia accurata: Usa prodotti igienizzanti specifici per rimuovere l’odore del guano, che funge da “segnaposto” per gli uccelli.
- Niente cibo: Sembra scontato, ma briciole o ciotole del gatto all’aperto sono un invito a nozze.
In conclusione
I piccioni saranno anche fastidiosi, ma la legge è dalla loro parte. Agire con intelligenza, puntando sulla prevenzione e sull’allontanamento, è l’unico modo per riavere il tuo balcone senza rischiare sanzioni pesanti.
Consiglio Extra: Se la situazione è fuori controllo, contatta una ditta specializzata in allontanamento volatili. Risolveranno il problema in modo pulito, legale e definitivo.
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