Uno studio pubblicato sulla rivista PNAS e riportato da National Geographic (link) descrive un mistero lungo 250 anni: da dove viene la blattella “fuochista” (Blattella germanica) e come ha fatto a diventare il parassita più diffuso del pianeta?
Le origini: dall’Asia all’Europa
Contrariamente a quanto suggerisce il nome, la Blattella germanica non è affatto tedesca. L’analisi del DNA di esemplari provenienti da 17 paesi ha rivelato che questa specie si è evoluta circa 2.100 anni fa nel sud-est asiatico (probabilmente tra India e Myanmar). Il suo antenato diretto è la Blattella asahinai (scarafaggio asiatico), una specie selvatica che viveva all’aperto e non cercava la compagnia degli umani.
Il patto con l’uomo: la svolta evolutiva
Il “successo” di questo insetto è dovuto alla sua capacità di adattarsi alle strutture create dall’uomo. Abbandonando il suo habitat naturale, la blatta ha iniziato a nutrirsi dei nostri avanzi e a sfruttare il calore delle nostre abitazioni. La sua diffusione globale è avvenuta in due grandi ondate storiche:
- L’espansione verso ovest: Circa 1.200 anni fa, seguendo le rotte commerciali e gli spostamenti militari dei califfati islamici.
- L’invasione dell’Europa: Circa 270 anni fa, coincidente con l’ascesa del colonialismo europeo e l’invenzione dei motori a vapore, che hanno permesso viaggi più rapidi e sicuri anche per questi “passeggeri clandestini”.
Perché sono quasi imbattibili?
L’articolo evidenzia che la Blattella germanica non ha popolazioni conosciute in natura; oggi vive esclusivamente a contatto con l’uomo. Questo legame simbiotico le ha permesso di sviluppare caratteristiche formidabili:
- Resistenza estrema: Si sono evolute per resistere a molti insetticidi chimici.
- Adattabilità: Possono sopravvivere con pochissimo cibo e in spazi ridottissimi.
- Velocità di riproduzione: Un ciclo vitale rapidissimo che permette di colonizzare un intero edificio in pochi mesi.
Lo studio sottolinea che la marcia degli scarafaggi è stata alimentata dalle nostre stesse innovazioni: il commercio globale, il riscaldamento domestico e l’urbanizzazione. Finché ci saranno insediamenti umani, ci saranno scarafaggi. Per chi si occupa di disinfestazione, questo significa che la lotta non è solo chimica, ma strategica: bisogna comprendere la loro biologia e la loro storia per prevenire le infestazioni in un mondo sempre più interconnesso.
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Foto dell’articolo su National Geographic

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