L’episodio 1203 di Cose Molto Umane di Gianpiero Kesten si intitola proprio così (link)
In questa puntata, Gianpiero spiega cosa succede a un gatto (o a un cane) se preda un animale che ha ingerito del veleno per topi (rodenticida).
Ecco i punti principali trattati:
- Il rischio di avvelenamento secondario: Esiste il rischio che il gatto si intossichi mangiando la preda, ma Gianpiero spiega che spesso i gatti domestici ben nutriti tendono a cacciare per gioco e raramente mangiano l’intero topo, il che riduce (ma non elimina) il rischio.
- Tipi di veleno e sintomi:
- Anticoagulanti: Sono i più comuni. Impediscono la coagulazione del sangue e i sintomi (gengive pallide, letargia, sangue nelle urine o feci) possono comparire anche molti giorni dopo. Si curano con la Vitamina K.
Usati meno frequentemente:
- Brometalina: Una neurotossina molto più rapida e pericolosa che causa tremori, convulsioni e paralisi.
- Vitamina D3 (Colecalciferolo): Causa un eccesso di calcio nell’organismo che danneggia organi come reni e polmoni.
Cosa fare: Gianpiero sottolinea che non esiste un test unico per capire quale tossina sia stata ingerita. Il consiglio fondamentale è correre dal veterinario portando, se possibile, la confezione del veleno usato (se lo si conosce) per permettere una diagnosi immediata.
👨🏫 Vi ricordo che negli ultimi anni c’è sempre più attenzione nell’utilizzo dei biocidi, rodenticidi inclusi, che devono essere sempre utilizzati seguendo l’etichetta dei prodotti.
📑 L’etichetta riporta solitamente che
(a) le esche devono essere utilizzate solo in presenza conclamata di topi/ratti
(b) le esche devono essere controllate entro qualche settimana
#pestmanagement #biocidi #rodenticidi #ratti

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