🔍 Punti chiave
- Nei settori del packaging alimentare e dei materiali a contatto con gli alimenti (MOCA), disporre di una certificazione non è un elemento di credibilità che rafforza la fiducia nei confronti di clienti, partner e consumatori
- Non esiste – allo stato attuale – una “certificazione MOCA” obbligatoria: ciò che esiste è un percorso volontario basato su norme tecniche, audit di terza parte e controlli analitici
- Le normative fondamentali che regolano il comparto includono:
• Regolamento CE 1935/2004 sui materiali destinati a venire a contatto con alimenti
• Regolamento CE 2023/2006 sulle buone pratiche di fabbricazione (GMP)
• Regolamenti specifici per materiali plastici, riciclo, materiali attivi/intelligenti, ecc. - In assenza di obbligatorietà, le imprese possono dimostrare conformità tramite:
- Dichiarazioni di conformità specifiche (lotto, materiale) supportate da analisi di migrazione
- Sistemi interni di tracciabilità e rintracciabilità, etichettatura e gestione documentale
- Audit, ispezioni e certificazioni volontarie da enti accreditati, che attestano la conformità agli standard privati richiesti (es. BRC Packaging, IFS Packsecure, ecc.)
- Con questi strumenti un’azienda può:
• Rafforzare la propria reputazione di affidabilità nel mercato
• Ridurre rischi regolatori o di non conformità lungo la filiera
• Comunicare un impegno concreto nella sicurezza alimentare
• Agevolare l’approvazione e la collaborazione con buyer esigenti della GDO e dell’export
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Fonte: Magazine Qualità

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