Recentemente ho effettuato un sopralluogo in cui, lungo i lati di un edificio, era stato installato un erogatore di esca rodenticida ogni 3 metri.
Pensare che l’efficacia di una derattizzazione si misuri con il numero di postazioni di esca rodenticida posizionate è un errore molto comune.
In realtà, ciò che fa davvero la differenza è la frequenza e la qualità dei controlli su ciascun erogatore.
Il principio attivo lavora nel tempo
Le esche rodenticide di seconda generazione, ampiamente utilizzate nei programmi di controllo dei roditori, non provocano la morte immediata dell’animale,hanno un’azione differita che si manifesta dopo alcuni giorni dall’ingestione. Questo tempo di latenza è una caratteristica fondamentale del prodotto: evita l’insorgere di diffidenza da parte degli altri roditori (aka “bait shyness”).
Proprio per questa caratteristica, non è necessario riempire un sito di erogatori. I roditori non muoiono sul posto, e non serve garantire una quantità elevata di esca disponibile in ogni momento, è molto più strategico avere un numero ben distribuito di postazioni, costantemente controllate e rifornite.
In un piano di derattizzazione efficace, l’attenzione deve concentrarsi su:
- Una attenta valutazione dei rischi
- Utilizzo dei biocidi nel rispetto della normativa
- Verifica costante dei consumi e sostituzione delle esche
- Monitoraggio dell’attività per eventuali modifiche al posizionamento
La quantità non vince sulla qualità. Un approccio razionale e professionale, basato sul monitoraggio frequente e il ripristino tempestivo delle esche, è la chiave per una derattizzazione efficace, sostenibile e sicura.
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PS: volevo evitare di mettere la foto ma non riesco a generare una immagine migliore di questa…

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