Il recente servizio di Report sul caffè (La Repubblica della della ciofeca, 15/12/24 link) mi ha ricordato quanto la qualità di questa bevanda passi anche da una corretta gestione degli infestanti, in particolare nei magazzini dove viene stoccato dopo viaggi molto lunghi.
Nei magazzini, il caffè può essere attaccato da infestanti specifici che compromettono la qualità del prodotto.
Gli insetti delle derrate che incontriamo più frequentemente in questi locali sono tignole (p. es. Plodia ed Ephestia) e, più raramente, altre specie (anobidi, tribolio).
La presenza di roditori è abbastanza comune, sono spesso trasportati all’interno delle strutture assieme alla merce e possono causare danni agli imballaggi (p. es. sacchi di iuta), mentre il caffè è cibo poco gradito. Di certo gli escrementi di roditori sulla merce non sono un bel biglietto da visita quando i bancali arrivano dai clienti.
Nei magazzini all’interno delle torrefazioni, sono presenti spesso macchine del caffè rientrate da qualche bar: è molto frequente che questi dispositivi siano infestati da blattella germanica, che adora gli ambienti caldo-umidi. Da lì, è un attimo che l’infestazione si propaghi in altre aree della torrefazione o verso altri clienti che riceveranno le macchine in comodato.
Elevate temperature, umidità e scarsa ventilazione sono variabili che favoriscono la crescita di muffe e lo sviluppo di insetti che potrebbero alterare il sapore e l’aroma del caffè.
Per mantenere elevati standard di qualità è fondamentale (a) una corretta gestione dei magazzini, (b) mantenere condizioni ambientali ideali, (c) effettuare periodiche pulizie ed ispezioni delle materie prime e (d) affidarsi a ditte specializzate per il monitoraggio degli infestanti e, al bisogno, effettuare trattamenti in anossia per proteggere le materie prime, preservando la qualità del caffè e garantire la sua commerciabilità.
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